La sessione autunnale

Chi ha inventato la sessione d’esami di settembre di certo non era palermitano.

A Palermo l’estate dura sino alla primavera, e poi ricomincia.
Ci sono solo due stagioni e la temperatura più bassa che si può raggiungere è il classico clima estivo di tutti gli altri paesi del mondo.
Fa caldo tutti i giorni e tutto il giorno e non ho mai sentito qualcuno che non se ne lamentasse ma nessun palermitano sarebbe in grado di vivere in un paese diverso da questo.

La vita di uno studente palermitano non è semplice, credetemi. Siamo davvero coraggiosi.
E non lo dico perché mi rappresenta ma perché sfido chiunque ad avere voglia di vivere quando la mattina ti svegli già sudato, apri la finestra per prendere una boccata d’aria e la sensazione è simile a quando apri il forno dopo aver cotto i bastoncini Findus per tredici minuti a 220°.
E’ impossibile credere che sia stata una buona idea svegliarsi.

Una giornata di studio.

Accendo l’aria condizionata a diciotto gradi in tutta la casa per bilanciare la temperatura corporea che ha ormai raggiunto i trentanove.
Provo a fare una doccia ghiacciata ma dopo pochi secondi mi rendo conto che sto per morire di freddo, così finisco per farla calda con rischio di incorrere in spiacevoli svenimenti mattutini che evito con l’ultimo getto d’acqua che torna ad essere ghiacciato.
Esco dalla doccia (che credo sia uno di quei modi di dire palermitani che ricordano molto <ho sceso il cane>).

L’ultimo getto d’acqua mi ha davvero scombussolata, ho i brividi di freddo.
Accendo la stufa – o quasi.

Sono dinuovo sudata.

Ho assolutamente bisogno di un caffè per cominciare la produttiva giornata di studio.
Apro il libro e non capisco come sia possibile che ho iniziato a studiare la materia il primo di agosto e oggi, il 29, sono ancora a pagina undici.

Ho bisogno di un altro caffè.

Perfetto, sono già le 12, sono sveglia da quattro ore e le uniche cose che sono riuscita a fare sono state sudare, lamentarmi di aver sudato, lavarmi, continuare a sudare e bere caffè.

Ok, sono pronta. Posso studiare.
Prima però controllo facebook perché sono le 12:03, ormai inizio alle 12:15, non mi piace cominciare a fare qualcosa ad orari non pieni (non so come spiegare questa mia forma di paranoia).
Su facebook solo video divertenti, foto di Gianni Morandi ancora più divertenti, gente in costume, gente che la sera prima è andata alla serata, gente che scrive che c’è troppo caldo, gente che scrive di odiare chi dice che c’è troppo caldo. Vado su Instagram, Chiara Biasi è ancora più magra di ieri, Chiara Ferragni goes to Bali ed è più ricca di tutti, foto di paesaggi paurosi, gente al mare. Gente al mare ovunque!

Com’è possibile che siano già le 12:17? Ok, inizio a studiare alle 12:30.

Leggo la prima pagina, la rileggo perché sono stata distratta da whatsapp. La leggo un’altra volta perché non l’ho capita. Sottolineo le cose più importanti. Cancello quello che ho sottolineato perchè c’è un <che> che non si collega a niente. Prendo un righello, sottolineo tutto.
Rileggo quello che ho sottolineato perché non me lo ricordo.
Sono già le 13 e ho fame.
Sono a pagina dodici ma più tardi la rileggo perché non ricordo neanche pagina undici.

Squilla il telefono, mi faccio convincere.

Vado a mare, giuro sulla mia vita che domani proverò a studiare seriamente.

La ragazza numero nove

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10 risposte a "La sessione autunnale"

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